Aumento IVA: dal 2018 si passa al 25%, ecco cos’è contenuto nella manovrina

admin 19/06/2017
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Sembra essere passato sotto silenzio, ma l’aumento dell’IVA resta e dal primo gennaio 2018 passa al 25% sui beni di largo consumo e all’11,5% sugli alimenti e i prodotti che godono del regime ridotto.

Nella manovrina approvata in questi giorni, il temuto aumento dell’IVA è rimasto al suo posto, se non fosse per una piccola riduzione sull’aliquota IVA attuale del 10% che riguarda i beni alimentari: come carne, pesce, frutta, ecc. che anziché aumentare subito al 13%, passerà dal 1° gennaio 2018 solo all’11,5% per poi arrivare nel 2020 al 13%.

Mentre per l’IVA sui beni di consumo (frigoriferi, computer, cellulari, ecc.) e le prestazioni/servizi, attualmente al 22% passerà sempre dal primo giorno del 2018 al 25%, confermando l’aumento di 3 punti percentuali. La brutta notizia non finisce qui, perché la manovrina introduce un valzer di numeri che negli anni successivi farà prima passare l’iva al 25,4%, per poi farla riscendere al 24,9 ed infine dal 2021, l’aliquota si stabilizzerà sul 25%. Cioé per ogni bene che acquisteremo pagheremo quasi un quarto di tasse allo Stato.

Insomma, alla fine il conto da pagare all’Europa, così come già previsto nella manovra del Governo Renzi del 2015 è arrivato. E non sono bastate le prese di posizione dell’ex Premier e di tante associazioni di categoria a far decadere questa misura, che rischia di mirare gli spiragli di crescita che si intravedevano nel 2017. L’unica speranza resta che questi aumenti vengano scongiurati nella nuova manovra fiscale dell’autunno, sostituendo di fatto questi aumenti con dei tagli e delle politiche che riducano il deficit, permettendo al Governo di bloccare questi aumenti.

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